PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

DECRETO 19 ottobre 2020

(GU n. 268 del 28-10-2020)

 IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 

 

  Vista la legge 23 agosto  1988,  n.  400,  recante  la  «Disciplina

dell’attivita’  di  Governo  e  ordinamento  della   Presidenza   del

Consiglio dei ministri» e successive modificazioni ed integrazioni; 

  Visto il decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  303,  recante

«Ordinamento della Presidenza del Consiglio  dei  ministri,  a  norma

dell’art.  11  della  legge  15  marzo  1997,  n.  59»  e  successive

modificazioni ed integrazioni; 

  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri  del  4

settembre 2019 che dispone la delega di funzioni al Ministro  per  la

pubblica amministrazione on. Fabiana Dadone; 

  Vista la legge 22 maggio 2017, n. 81, recante «Misure per la tutela

del lavoro autonomo non imprenditoriale e  misure  volte  a  favorire

l’articolazione  flessibile  nei  tempi  e  nei  luoghi  del   lavoro

subordinato»; 

  Visto il decreto-legge  17  marzo  2020,  n.  18,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e,  in  particolare,

l’art. 87, recante misure straordinarie in materia  di  lavoro  agile

per il pubblico impiego; 

  Visto  l’art.  263  del  decreto-legge  19  maggio  2020,  n.   34,

convertito, con modificazioni, dalla legge di conversione  17  luglio

2020, n. 77 e, in particolare, il comma 1, il quale prevede  che  «al

fine di assicurare la continuita’  dell’azione  amministrativa  e  la

celere  conclusione  dei  procedimenti,  le  amministrazioni  di  cui

all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,

adeguano l’operativita’ di tutti gli uffici  pubblici  alle  esigenze

dei cittadini e delle imprese  connesse  al  graduale  riavvio  delle

attivita’ produttive e commerciali. A tal fine, fino al  31  dicembre

2020, in deroga alle misure di cui all’art. 87, comma 1, lettera  a),

e comma 3 del decreto-legge 17 marzo 2020,  n.  18,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 24 aprile  2020,  n.  27,  organizzano  il

lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi attraverso la

flessibilita’  dell’orario  di  lavoro,  rivedendone  l’articolazione

giornaliera e settimanale, introducendo modalita’  di  interlocuzione

programmata, anche attraverso soluzioni digitali e  non  in  presenza

con l’utenza, applicando il lavoro agile, con le misure  semplificate

di cui al comma 1, lettera b) del medesimo art. 87, al cinquanta  per

cento del personale impiegato  nelle  attivita’  che  possono  essere

svolte in tale modalita’»; 

  Visto il citato art. 263 e, in particolare, il  terzo  periodo  del

comma 1 il quale prevede che, in considerazione dell’evolversi  della

situazione epidemiologica, con uno o piu’ decreti del Ministro per la

pubblica  amministrazione,   possono   essere   stabilite   modalita’

organizzative  e  fissati  criteri   e   principi   in   materia   di

flessibilita’ del lavoro pubblico e di lavoro agile, anche prevedendo

il conseguimento di precisi obiettivi quantitativi e qualitativi; 

  Visto il decreto-legge 14 agosto  2020,  n.  104,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126; 

  Vista la delibera del Consiglio dei  ministri  7  ottobre  2020  di

proroga, fino al  31  gennaio  2021,  dello  stato  di  emergenza  in

conseguenza  del  rischio  sanitario   connesso   all’insorgenza   di

patologie derivanti da agenti virali trasmissibili; 

  Visto il decreto-legge 7 ottobre  2020,  n.  125,  recante  «Misure

urgenti connesse con la proroga della dichiarazione  dello  stato  di

emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la  continuita’  operativa

del sistema di  allerta  COVID-19,  nonche’  per  l’attuazione  della

direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020.», e in particolare  l’art.

1, comma 1, che proroga al 31 gennaio 2021 lo stato emergenziale; 

  Viste le circolari del Ministro per la pubblica amministrazione  n.

2 del 1° aprile 2020 e n. 3 del 24 luglio 2020; 

  Visto il Protocollo quadro per la prevenzione e  la  sicurezza  dei

dipendenti pubblici sui luoghi  di  lavoro  in  ordine  all’emergenza

sanitaria da «COVID-19» del 24 luglio 2020  «Rientro  in  sicurezza»,

sottoscritto dal  Ministro  per  la  pubblica  amministrazione  e  le

organizzazioni sindacali; 

  Visti il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  del  13

ottobre 2020 e il decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri

18 ottobre 2020 e, in particolare, l’art. 3, comma  3  del  primo  il

quale prevede che il lavoro agile sia incentivato  con  le  modalita’

stabilite da  uno  o  piu’  decreti  del  Ministro  per  la  pubblica

amministrazione, garantendo almeno la  percentuale  di  cui  all’art.

263, comma 1 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con

modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77; 

  Ritenuto necessario stabilire, per le pubbliche amministrazioni  di

cui all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.

165, in fase di prima applicazione del terzo periodo del comma 1  del

citato art. 263, specifiche modalita’ organizzative e fissare criteri

ai quali attenersi per  garantire  la  necessaria  flessibilita’  del

lavoro pubblico e per lo svolgimento del lavoro in modalita’ agile; 

  Ritenuto, alla luce del quadro  normativo  correlato  all’emergenza

epidemiologica da COVID-19  nonche’  della  primaria  esigenza  della

tutela della salute dei lavoratori, di  dover  individuare  modalita’

organizzative e criteri omogenei per tutte le amministrazioni al fine

di  assicurare  l’applicazione  del  lavoro  agile,  con  le   misure

semplificate di cui al comma 1, lettera b)  del  citato  art.  87  ad

almeno il cinquanta per cento del personale impiegato nelle attivita’

che possono essere svolte in tale modalita’; 

  Considerata la necessita’ di fornire un quadro ricognitivo organico

della disciplina sul lavoro agile nell’emergenza; 

  Considerata altresi’ la necessita’ di garantire, in relazione  alla

durata e all’evolversi della situazione epidemiologica,  l’erogazione

dei servizi rivolti a  cittadini  e  alle  imprese  con  regolarita’,

continuita’ ed efficienza, cosi’ come previsto dal citato art. 263; 

  Ritenuto, altresi’, necessario adeguare le misure di organizzazione

del lavoro pubblico anche commisurando la percentuale del citato art.

263, comma 1, al concreto evolversi della  situazione  epidemiologica

da COVID-19 ed alle correlate misure di  contenimento,  nonche’  alla

durata dello stato di emergenza; 

Decreta: 

 

Art. 1 Lavoro agile  

  1. Il lavoro agile nella pubblica amministrazione  costituisce  una

delle  modalita’   ordinarie   di   svolgimento   della   prestazione

lavorativa. 

  2. Fino al 31 dicembre 2020 per accedere al  lavoro  agile  non  e’

richiesto l’accordo individuale di cui all’art.  19  della  legge  22

maggio 2017, n. 81. 

  3.  Il  lavoro  agile  puo’  avere  ad  oggetto  sia  le  attivita’

ordinariamente svolte in presenza dal dipendente, sia, in aggiunta  o

in alternativa e comunque senza  aggravio  dell’ordinario  carico  di

lavoro, attivita’ progettuali specificamente individuate tenuto conto

della possibilita’ del loro svolgimento da remoto, anche in relazione

alla strumentazione necessaria.  Di  regola,  e  fatto  salvo  quanto

disposto all’art. 3, il lavoratore agile alterna giornate lavorate in

presenza e giornate lavorate da remoto. 

  4. I lavoratori che rendono la  propria  prestazione  in  modalita’

agile non subiscono penalizzazioni  ai  fini  del  riconoscimento  di

professionalita’ e della progressione di carriera. 

 Art. 2 Definizioni  

  1. Per «dirigente» si intende il dirigente di livello non generale,

responsabile di un ufficio o servizio comunque denominato e, ove  non

presente, la figura dirigenziale generale sovraordinata.  Negli  enti

in cui non siano presenti figure dirigenziali, il riferimento  e’  da

intendersi a  una  figura  apicale  individuata  in  coerenza  con  i

relativi ordinamenti. 

  2. Il «lavoratore fragile» richiamato nel  presente  decreto  viene

definito   tale   con   esclusivo   riferimento    alla    situazione

epidemiologica  e  va  individuato  nei  soggetti  in   possesso   di

certificazione  rilasciata  dai  competenti   organi   medico-legali,

attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o

da esiti da patologie oncologiche o  dallo  svolgimento  di  relative

terapie  salvavita,  ivi  inclusi  i  lavoratori  in   possesso   del

riconoscimento di disabilita’ con connotazione di gravita’  ai  sensi

dell’art. 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. 

  3. Per «mappatura delle  attivita’»  si  intende  la  ricognizione,

svolta da  parte  delle  amministrazioni  in  maniera  strutturata  e

soggetta ad aggiornamento periodico, dei processi di lavoro  che,  in

base alla  dimensione  organizzativa  e  funzionale,  possono  essere

svolti con modalita’ agile. 

  4. Per  «accesso  multicanale»  alla  pubblica  amministrazione  si

intende l’accesso dell’utenza in presenza o attraverso l’utilizzo  di

ogni mezzo informatico, telefonico o tecnologico. 

Art. 3  Modalita’ organizzative 

  1. Ai fini di cui all’art. 1, tenuto conto della mappatura  di  cui

all’art. 2, comma 3, e, comunque, anche qualora essa  non  sia  stata

ancora  completata  dalle  amministrazioni  e  salva  la  vigenza  di

disposizioni gia’ definite dalle amministrazioni, ciascun  dirigente,

con immediatezza: 

    a) organizza il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera,

settimanale o  plurisettimanale,  lo  svolgimento  del  lavoro  agile

almeno al cinquanta per cento del personale preposto  alle  attivita’

che possono essere svolte secondo tale  modalita’,  tenuto  conto  di

quanto previsto al comma 3; 

    b) adotta, nei confronti dei dipendenti di  cui  all’art.  21-bis

del  decreto-legge  14  agosto  2020,   n.   104,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 13  ottobre  2020,  n.  126,  nonche’,  di

norma, nei confronti dei lavoratori fragili ogni soluzione  utile  ad

assicurare lo svolgimento  di  attivita’  in  modalita’  agile  anche

attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella  medesima

categoria  o  area  di  inquadramento  come  definite  dai  Contratti

collettivi vigenti  e  lo  svolgimento  di  specifiche  attivita’  di

formazione professionale; 

    c)  adotta,  al  proprio  livello,  le  soluzioni   organizzative

necessarie  per  consentire  lo  svolgimento   delle   attivita’   di

formazione di cui alla lettera  b)  anche  al  personale  che  svolge

attivita’ di lavoro in presenza; 

    d) favorisce la rotazione del personale di cui alla  lettera  a),

tesa   ad   assicurare,    nell’arco    temporale    settimanale    o

plurisettimanale,   un’equilibrata   alternanza   nello   svolgimento

dell’attivita’ in modalita’ agile e di quella  in  presenza,  tenendo

comunque  conto  delle  prescrizioni   sanitarie   vigenti   per   il

distanziamento interpersonale e adeguando la presenza dei  lavoratori

negli ambienti  di  lavoro  a  quanto  stabilito  nei  protocolli  di

sicurezza e nei documenti di valutazione dei rischi; 

    e) tiene conto, nella rotazione di cui alla  lettera  d),  ove  i

profili organizzativi lo consentano, delle  eventuali  disponibilita’

manifestate dai dipendenti per l’accesso  alla  modalita’  di  lavoro

agile, secondo criteri di priorita’ che considerino le condizioni  di

salute del dipendente  e  dei  componenti  del  nucleo  familiare  di

questi, della  presenza  nel  medesimo  nucleo  di  figli  minori  di

quattordici anni, della distanza  tra  la  zona  di  residenza  o  di

domicilio e la sede di lavoro, nonche’ del numero e  della  tipologia

dei  mezzi  di  trasporto  utilizzati  e  dei   relativi   tempi   di

percorrenza. 

  2. Al fine di agevolare lo svolgimento delle attivita’ in modalita’

agile, le amministrazioni si adoperano per mettere a  disposizione  i

dispositivi informatici e digitali ritenuti necessari, utilizzando le

risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente  e  promuovono

l’accesso multicanale dell’utenza. E’ in  ogni  caso  consentito,  ai

sensi dell’art. 87, comma 2 del decreto-legge 17 marzo 2020,  n.  18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24  aprile  2020,  n.  27,

l’utilizzo  di  dispositivi  in  possesso  del  lavoratore,   qualora

l’amministrazione non sia tempestivamente in  grado  di  fornirne  di

propri. 

  3. Le pubbliche amministrazioni, tenuto conto dell’evolversi  della

situazione epidemiologica, assicurano in  ogni  caso  le  percentuali

piu’  elevate  possibili  di  lavoro  agile,   compatibili   con   le

potenzialita’ organizzative e con la qualita’  e  l’effettivita’  del

servizio erogato. 

  4. Le pubbliche amministrazioni organizzano e svolgono le  riunioni

in modalita’ a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni. 

Art. 4 Flessibilita’ del lavoro 

 

  1. Al fine di agevolare il personale dipendente  nei  trasferimenti

necessari al raggiungimento della sede di servizio e – in presenza di

realta’ dimensionalmente significative – allo  scopo  di  evitare  di

concentrare l’accesso al luogo di lavoro dei lavoratori  in  presenza

nella stessa fascia  oraria,  l’amministrazione,  ferma  restando  la

necessita’ di assicurare la continuita’ dell’azione amministrativa  e

la celere conclusione dei procedimenti, individua fasce temporali  di

flessibilita’ oraria in entrata e  in  uscita  ulteriori  rispetto  a

quelle adottate, nel rispetto  del  sistema  di  relazioni  sindacali

definito dai Contratti collettivi nazionali. 

  2. Nei casi di quarantena con sorveglianza attiva o  di  isolamento

domiciliare fiduciario, ivi compresi quelli di cui  all’art.  21-bis,

commi 1 e 2 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con

modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n.  126,  il  lavoratore,

che non si trovi comunque nella condizione di  malattia  certificata,

svolge la propria attivita’ in modalita’ agile. Nei casi in cui  cio’

non sia possibile in relazione  alla  natura  della  prestazione,  e’

comunque tenuto a svolgere le attivita’ assegnate  dal  dirigente  ai

sensi dell’art. 3, comma 1, lettera b) del presente decreto. In  ogni

caso, si applica il comma 5 dell’art.  21-bis  del  decreto-legge  14

agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  13

ottobre 2020, n. 126. 

  3.  L’assenza  dal  servizio  del  lavoratore,  necessaria  per  lo

svolgimento  degli  accertamenti  sanitari  propri,   o   dei   figli

minorenni,  disposti  dall’autorita’  sanitaria  competente  per   il

COVID-19, e’ equiparata al servizio effettivamente prestato. 

Art. 5   Svolgimento dell’attivita’ di lavoro agile 

 

  1. Il lavoro agile si svolge ordinariamente in assenza  di  precisi

vincoli di orario e di luogo di lavoro. 

  2. In ragione della natura delle attivita’ svolte dal dipendente  o

di puntuali esigenze  organizzative  individuate  dal  dirigente,  il

lavoro  agile  puo’  essere  organizzato  per  specifiche  fasce   di

contattabilita’. 

  3. Nei casi di prestazione lavorativa in  modalita’  agile,  svolta

senza l’individuazione di fasce  di  contattabilita’,  al  lavoratore

sono  garantiti  i  tempi  di  riposo  e  la   disconnessione   dalle

strumentazioni tecnologiche di lavoro. 

Art. 6  Valutazione e monitoraggio 

  1.  Le  amministrazioni  adeguano  i  sistemi  di   misurazione   e

valutazione della performance  alle  specificita’  del  lavoro  agile

rafforzando, ove necessario, i metodi di valutazione,  improntati  al

raggiungimento   dei   risultati   e   quelli    dei    comportamenti

organizzativi. 

  2. Il dirigente, in coerenza con gli obiettivi e i criteri  per  la

valutazione dei risultati, monitora e verifica le prestazioni rese in

modalita’  agile  da  un  punto  di  vista   sia   quantitativo   sia

qualitativo, secondo una periodicita’ che tiene  conto  della  natura

delle attivita’ svolte dal dipendente, in coerenza con i principi del

sistema di  misurazione  e  valutazione  della  performance  adottato

dall’amministrazione. 

  3. L’amministrazione, anche  ai  fini  del  monitoraggio,  assicura

un’adeguata, periodica informazione  sul  lavoro  agile,  secondo  le

modalita’ indicate dal Dipartimento  della  funzione  pubblica.  Essa

garantisce altresi’ la verifica dell’impatto del lavoro  agile  sulla

complessiva qualita’ dei servizi erogati e  delle  prestazioni  rese,

tenuto conto dei dati  e  delle  eventuali  osservazioni  provenienti

dall’utenza e dal mondo produttivo. 

Art. 7  Relazioni sindacali 

 

  1. Le amministrazioni potranno attivare il confronto con i soggetti

sindacali, nel rispetto della  disciplina  contrattuale  vigente,  ai

sensi del protocollo del 24 luglio 2020. 

Art. 8   Ambito di applicazione 

 

  1.  Le  misure  del  presente  provvedimento  si   applicano   alle

amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo 30

marzo 2001, n. 165, e restano in vigore fino al 31 dicembre 2020.  Le

altre   amministrazioni   pubbliche,   gli   organi   di    rilevanza

costituzionale, nonche’ le autorita’ amministrative indipendenti, ivi

comprese la Commissione nazionale per le societa’ e  la  borsa  e  la

Commissione di vigilanza sui  fondi  pensione,  ciascuno  nell’ambito

della propria autonomia, adeguano il proprio ordinamento ai  principi

di cui al presente decreto. 

  Il  presente  decreto,  previa  sottoposizione   agli   organi   di

controllo, sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica

italiana. 

 

    Roma, 19 ottobre 2020 

 

                                                  Il Ministro: Dadone 

 

Registrato alla Corte dei conti il 27 ottobre 2020 

Ufficio di controllo sugli atti della Presidenza  del  Consiglio  dei

ministri, del Ministero della giustizia e del Ministero degli  affari

esteri, reg.ne n. 2397 


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